venerdì 30 luglio 2010
Brevi considerazioni in merito al progetto della nuova discarica del geologo Rino Fucci
giovedì 15 luglio 2010
Manifestazione d'interesse per la discarica...
Volantino Informativo Comitato Pro Ambiente Senise
venerdì 9 luglio 2010
Dovete assolutamente guardare questo video di riufiuti connection
mercoledì 7 luglio 2010
Claudio Cantiani, medico e sindaco del far west petrolifero
E cosi' in Basilicata arrivano i pozzi di petrolio dietro l'ospedale. A meno di 500 metri dall'ospedale Villa d'Agri a Marsicovetere in Basilicata, la nostra beneamata ENI andra' a costruire un pozzo di petrolio detto Alli2Or. Li vicino c'e' pure un quartiere residenziale detto Villa al Sole. Meglio rinominarla, Villa al petrolio.
Nonostante le proteste dei cittadini, e' ormai un affare fatto. La notizia e' stata riportata dall'associazione OLA ambientalista qui. E una cosa vergognosa, e come dice il mio amico Vito, facevano prima a farlo vicino al cimitero il pozzo di petrolio.
Qualsiasi persona sana di mente si chiedera': ma chi mai l'ha autorizzata una cosa del genere? Chi mai potrebbe essere cosi' scellerato da lasciare all'ENI venire a mettere i pozzi di petrolio dietro l'ospedale?
E' per questo che non si deve MAI arrivare a compromessi coi petrolieri, perche' una volta che gli dici si, quelli si prendono tutto, la tua acqua, la tua aria, i tuoi polmoni, e anche il tuo ospedale.
Ad approvare il pozzo e' stato TUTTO il consiglio comunale di Marsicovetere con a giuda il sindaco Claudio Cantiani. L'unico eroico consigliere che ha detto no e' stato Giovanni Mazziotta.
Il lungimirante Cantiani ha detto che nell'arco di 30 anni, l'ENI dara' 1 milione di euro al suo comune di 5000 anime. Cioe' si parla di 200 euro a persona per 30 anni, cioe' circa 6 euro all'anno a persona.
Un pozzo di petrolio amaro e pesante dietro l'ospedale per 6 euro l'anno a persona!
La cosa interessante e' che questo Cantiani e' un MEDICO. Avra' mai sentito parlare del giuramento di Ippocrate? Avra' mai sentito parlare del principio di precauzione? Avra' semplicemente parlato alla sua gente?
A gennaio 2010 il sindaco in questione aveva anche sponsorizzato un incontro nella sua stessa citta', Marsicovetere, con tanti grandi esperti venuti fin da Roma per creare un progetto di sorveglianza sanitaria sulla popolazione lucana, sponsorizzato dalla federazione dei medici di famiglia, nota come FIMMG e patrocinato dal presidente della regione Basilicata, Vito de Filippo.
La gente infatti si lamenta di aumenti di tumori, e varie statistiche parlano di incrementi per tutti i tipi di cancri e leucemie, e finalmente dopo 15 anni arriva un qualche tipo di studio. Dopo che la gente si e' gia' ammalata ed e' magari gia' morta.
All'incontro di Marsicovetere c'erano dirigenti del dipartimento della salute della regione Basilicata, Gabriella Cauzillo, Antonio Santangelo, segretario Regionale della FIMMG, il prof. Gianfranco Damiani dell'istituto di igiene dell'Universita' Cattolica di Roma, il coordinatore del progetto, Egidio Giordano, medico di medicina generale.
Per cinque anni, di qui al 2014, queste persone faranno un sacco di cose - con software sofisticato, dati, cartogrammi, un flusso informativo elettronico, tutto fuorhce' denunciare il responsabile di chi ha dato questi bei regali ai lucani, e soprattutto niente per evitare il prolifereare di altri strumenti di morte.
Leggo cose agghiaccianti.
Questa e' una dichiarazione del professor Gianfranco Damiani: La Regione Basilicata è, infatti, la prima regione che attua la sorveglianza sanitaria in aree in cui si estrae il petrolio. Un modello che potrà essere esportato anche ad altre regioni e che punta, innanzitutto a consolidare un sistema di sorveglianza non per cercare un colpevole, bensì per realizzare compiutamente la medicina del territorio alla stregua dei Paesi europei che attuando l’assistenza primaria riescono a contenere malattie e mortalità.
Cosa posso dire? Che SOLO in Basilicata in tutta Italia si estrae petrolio in maniera cosi scellerata? Che SOLO in Basilicata mettono pozzi di petrolio un po alla meno peggio e pure DENTRO ai parchi nazionali? Che tutto questo lo stanno facendo DOPO 15 anni dall'inizio delle trivelle? Ci vuole veramente coraggio e sfacciataggine secondo me a dire che vogliono esportare questo modello in altre parti d'Italia.
Credo che nessuna altra parte d'Italia voglia essere prima petrolizzata e poi ricevere le attenzioni di cotanta conoscenza medica per capire che effetti ha avuto il petrolio sulle loro vite!
E poi, gia' si sa tutto. In California e' dal 1987 che le ditte petrolifere sono obbligate a dire alla gente che le estrazioni di petrolio fanno venire il cancro.
E visto che non si puo' nominare l'elefante nella stanza, lo dico io: secondo me, la colpa di questo proliferare di malattie tumorali in Basilicata e' anche colpa dell'ENI che ha distrutto l'ambiente e immesso nell'atmosfera ogni tipo di porcheria in Basilicata, mentre politici e il resto della societa' 'importante' dormiva, compresi i signori professori di Roma.
Cantiani a gennaio aveva detto che occorreva migliorare il sistema di centraline e di monitoraggi. Ma veramente pensa di avere la coscienza tranquilla con le centraline da un lato e dall'altra costruendo pozzi di petrolio dietro l'ospedale?
http://dorsogna.blogspot.com/2010/07/claudio-cantiani-medico-e-sindaco-del.html
Nonostante le proteste dei cittadini, e' ormai un affare fatto. La notizia e' stata riportata dall'associazione OLA ambientalista qui. E una cosa vergognosa, e come dice il mio amico Vito, facevano prima a farlo vicino al cimitero il pozzo di petrolio.
Qualsiasi persona sana di mente si chiedera': ma chi mai l'ha autorizzata una cosa del genere? Chi mai potrebbe essere cosi' scellerato da lasciare all'ENI venire a mettere i pozzi di petrolio dietro l'ospedale?
E' per questo che non si deve MAI arrivare a compromessi coi petrolieri, perche' una volta che gli dici si, quelli si prendono tutto, la tua acqua, la tua aria, i tuoi polmoni, e anche il tuo ospedale.
Ad approvare il pozzo e' stato TUTTO il consiglio comunale di Marsicovetere con a giuda il sindaco Claudio Cantiani. L'unico eroico consigliere che ha detto no e' stato Giovanni Mazziotta.
Il lungimirante Cantiani ha detto che nell'arco di 30 anni, l'ENI dara' 1 milione di euro al suo comune di 5000 anime. Cioe' si parla di 200 euro a persona per 30 anni, cioe' circa 6 euro all'anno a persona.
Un pozzo di petrolio amaro e pesante dietro l'ospedale per 6 euro l'anno a persona!
La cosa interessante e' che questo Cantiani e' un MEDICO. Avra' mai sentito parlare del giuramento di Ippocrate? Avra' mai sentito parlare del principio di precauzione? Avra' semplicemente parlato alla sua gente?
A gennaio 2010 il sindaco in questione aveva anche sponsorizzato un incontro nella sua stessa citta', Marsicovetere, con tanti grandi esperti venuti fin da Roma per creare un progetto di sorveglianza sanitaria sulla popolazione lucana, sponsorizzato dalla federazione dei medici di famiglia, nota come FIMMG e patrocinato dal presidente della regione Basilicata, Vito de Filippo.
La gente infatti si lamenta di aumenti di tumori, e varie statistiche parlano di incrementi per tutti i tipi di cancri e leucemie, e finalmente dopo 15 anni arriva un qualche tipo di studio. Dopo che la gente si e' gia' ammalata ed e' magari gia' morta.
All'incontro di Marsicovetere c'erano dirigenti del dipartimento della salute della regione Basilicata, Gabriella Cauzillo, Antonio Santangelo, segretario Regionale della FIMMG, il prof. Gianfranco Damiani dell'istituto di igiene dell'Universita' Cattolica di Roma, il coordinatore del progetto, Egidio Giordano, medico di medicina generale.
Per cinque anni, di qui al 2014, queste persone faranno un sacco di cose - con software sofisticato, dati, cartogrammi, un flusso informativo elettronico, tutto fuorhce' denunciare il responsabile di chi ha dato questi bei regali ai lucani, e soprattutto niente per evitare il prolifereare di altri strumenti di morte.
Leggo cose agghiaccianti.
Questa e' una dichiarazione del professor Gianfranco Damiani: La Regione Basilicata è, infatti, la prima regione che attua la sorveglianza sanitaria in aree in cui si estrae il petrolio. Un modello che potrà essere esportato anche ad altre regioni e che punta, innanzitutto a consolidare un sistema di sorveglianza non per cercare un colpevole, bensì per realizzare compiutamente la medicina del territorio alla stregua dei Paesi europei che attuando l’assistenza primaria riescono a contenere malattie e mortalità.
Cosa posso dire? Che SOLO in Basilicata in tutta Italia si estrae petrolio in maniera cosi scellerata? Che SOLO in Basilicata mettono pozzi di petrolio un po alla meno peggio e pure DENTRO ai parchi nazionali? Che tutto questo lo stanno facendo DOPO 15 anni dall'inizio delle trivelle? Ci vuole veramente coraggio e sfacciataggine secondo me a dire che vogliono esportare questo modello in altre parti d'Italia.
Credo che nessuna altra parte d'Italia voglia essere prima petrolizzata e poi ricevere le attenzioni di cotanta conoscenza medica per capire che effetti ha avuto il petrolio sulle loro vite!
E poi, gia' si sa tutto. In California e' dal 1987 che le ditte petrolifere sono obbligate a dire alla gente che le estrazioni di petrolio fanno venire il cancro.
E visto che non si puo' nominare l'elefante nella stanza, lo dico io: secondo me, la colpa di questo proliferare di malattie tumorali in Basilicata e' anche colpa dell'ENI che ha distrutto l'ambiente e immesso nell'atmosfera ogni tipo di porcheria in Basilicata, mentre politici e il resto della societa' 'importante' dormiva, compresi i signori professori di Roma.
Cantiani a gennaio aveva detto che occorreva migliorare il sistema di centraline e di monitoraggi. Ma veramente pensa di avere la coscienza tranquilla con le centraline da un lato e dall'altra costruendo pozzi di petrolio dietro l'ospedale?
http://dorsogna.blogspot.com/2010/07/claudio-cantiani-medico-e-sindaco-del.html
Anche questo è sud. Reportage di Maurizio Bolognetti sulle estrazioni petrolifiche in Basilicata
mercoledì 30 giugno 2010
Ping pong istituzionale sui monitoraggi in Basilicata
Me ne ero già occupato nei mesi scorsi,oggi che la faccenda dei monitoraggi ambientali torna di stretta attualità ritengo opportuno fas sentire di nuovo la mia voce.
Nella terra del “tutt’apposto” per decreto bisognerebbe che la gente comune cominciasse ad esaminare seriamente la possibilità di ribellarsi. Mi riferisco alle tante emergenze ambientali che interessano quasi tutto il territorio della Basilicata. La Costituzione sancisce un sacrosanto diritto a veder preservata la salute degli italiani ma si ha l’impressione che in Basilicata tale principio sia stato derogato, sono davvero tanti i motivi per essere preoccupati per come le Istituzioni vigilano sulle emergenze che a macchia di leopardo, qui da noi, perdurano e proliferano.
Acqua, suolo ed aria sono patrimonio di tutti e a nessuno è concesso “manomettere” ambiente e natura perché abbiamo il dovere di consegnare a chi verrà dopo di noi un patrimonio che consenta di continuare a vivere senza problemi quella vita che il buon Dio ci ha donato.
Tanto per restare agli ultimi episodi di cronaca che riguardano l’inquinamento ambientale c’è da rimanere interdetti nel verificare che le accertate violazioni avvenute all’interno del megainceneritore Fenice nel nord della Basilicata che hanno prodotto l’inquinamento delle falde acquifere nelle campagne circostanti, sono finite nel dimenticatoio. Nessuno ci informa se il grano raccolto nei paraggi di Fenice non risente delle sostanze cancerogene che si sono sicuramente disperse nel sottosuolo. La Magistratura interessata della faccenda ancora non si pronuncia e l’impianto del gruppo FIAT continua “tranquillamente” a bruciare rifiuti.
A Ferrandina invece si continua a morire per i danni prodotti dall’industria che produceva Eternit, una vera e propria mattanza, in Valbasento non c’è famiglia che non pianga un congiunto deceduto per le letali conseguenze derivanti dalla lavorazione delle micidiali fibre d’amianto. La fabbrica è stata chiusa ma il territorio è impestato da decine di discariche ancora da bonificare. Mentre in Basilicata la tragedia dei ferrandinesi è sottaciuta anche dalla stampa locale è stato un reportage de L’Espresso che ha portato alla ribalta nazionale la tragedia in quel lembo di Basilicata abbandonata dalle Istituzioni.
Stesso oblio per l’inquinamento del suolo nell’area industriale di Tito, una bomba ecologica dal potenziale devastante e tutt’intorno centinaia di persone che vi lavorano. L’inquinamento del terreno ha raggiunto le falde acquifere e, sembra, che l’inquinamento sia arrivato nel fiume Basento che attraversa il capoluogo di regione, il tutto fra l’indifferenza generale.
Dopo infinite polemiche e le rassicurazioni di chi è deputato a controllare è scoppiato il caso delle acque dell’invaso del Pertusillo che sono diventate di colore rosso e successivamente hanno causato una moria di pesci impressionante, come si conviene in questi casi si fanno rilievi ed analisi e come succede spesso da queste parti risulta sempre tutt’apposto….. salvo poi cominciare a divulgare qualche dato che parla di inquinamento delle acque…..
Quando i Radicali lucani, per bocca del Segretario Bolognetti, denunciarono che le acque degli invasi e dei fiumi lucani presentavano valori fuori norma relativi ad alcuni pericolosi inquinanti, il coraggioso esponente politico venne letteralmente massacrato. E’ di questi giorni la notizia che un servitore dello Stato, Giuseppe Di Bello, agente della Polizia Provinciale, per aver denunciato episodi di inquinamento, ha subito l’onta di una sospensione di due mesi dal lavoro, invece di dargli un solenne encomio si punisce chi lancia un allarme per situazioni potenzialmente pericolose per la nostra salute, cose da pazzi…..
E’ passata pure in cavalleria una mia precisa denuncia fatta pubblicamente lo scorso anno in merito alla presunta violazione del DM 60/2002 un cui articolo prevede che il biossido di azoto (NO2) non deve superare il limite di 200 µgr/mc per 18 giorni in un anno, mentre tale valore è stato sicuramente superato in Valdagri, precisamente nell’area industriale di Viggiano, nel periodo giugno-luglio 2009, in base ai dati forniti da METAPONTUM AGROBIOS sul proprio sito internet, i giorni fuorilegge sono stati ben 25, concentrati in soli due mesi. Di fronte a questa palese violazione di legge mi sono premurato chiedere lumi all’Assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata che per qualche tempo ha fatto orecchie da mercante, poi, a seguito dell’interessamento del Difensore Civico e alla pubblicazione sulla stampa locale di una mia lettera aperta, in data 23 dicembre 2009 il dirigente del Dipartimento Ambiente forniva una risposta che in pratica non è una risposta addossando le responsabilità dell’accaduto all’Amministrazione Provinciale.
Non mi è rimasto che rivolgermi all’Ente territoriale provinciale, in data 26 gennaio 2010 ho inviato sulla casella di posta elettronica del Presidente la nota del Dipartimento Ambiente regionale, copia della stessa mail ho inviato ai collaboratori di Lacorazza ed ho certezza dell’avvenuta consegna. Anche da Piazza Mario Pagano, sede dell’Amministrazione Provinciale, nessun cenno di riscontro, ho girato allora al Direttore Generale copia della corrispondenza. Nulla da fare, classico muro di gomma e nessun riscontro. Non è valso a niente interessare l’URP dell’Amministrazione Provinciale, da queste parti non si usa dialogare con i cittadini.
Non essendo abituato a desistere ho deciso di tornare alla carica riformulando la richiesta di un riscontro avvalendomi del disposto della Legge 241 del 1990 che obbliga le pubbliche amministrazioni a dare soddisfazione al cittadino nel termine di 30 giorni, vediamo se stavolta otterrò il dovuto riscontro.
Rimane l’amarezza nel constatare che due organi Istituzionali, la Regione e la Provincia, non hanno alcuna considerazione della salute dei lucani, ho segnalato un evidente violazione di una Legge dello Stato, è probabile che i cittadini di Viggiano abbiano, per un lungo arco di tempo, respirato aria potenzialmente pericolosa per la loro salute, è il caso di ricordare che il biossido di azoto è un gas irritante per le mucose e può contribuire all’insorgere di varie alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Lunghe esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie, nulla a che vedere, dunque, con l’aria pura dei boschi lucani. Nonostante ciò nessuno si è premurato di dare le dovute spiegazioni e, cosa ancora più grave, nessuno s’è indignato per questo imbarazzante silenzio.
Nella terra del “tutt’apposto” per decreto bisognerebbe che la gente comune cominciasse ad esaminare seriamente la possibilità di ribellarsi. Mi riferisco alle tante emergenze ambientali che interessano quasi tutto il territorio della Basilicata. La Costituzione sancisce un sacrosanto diritto a veder preservata la salute degli italiani ma si ha l’impressione che in Basilicata tale principio sia stato derogato, sono davvero tanti i motivi per essere preoccupati per come le Istituzioni vigilano sulle emergenze che a macchia di leopardo, qui da noi, perdurano e proliferano.
Acqua, suolo ed aria sono patrimonio di tutti e a nessuno è concesso “manomettere” ambiente e natura perché abbiamo il dovere di consegnare a chi verrà dopo di noi un patrimonio che consenta di continuare a vivere senza problemi quella vita che il buon Dio ci ha donato.
Tanto per restare agli ultimi episodi di cronaca che riguardano l’inquinamento ambientale c’è da rimanere interdetti nel verificare che le accertate violazioni avvenute all’interno del megainceneritore Fenice nel nord della Basilicata che hanno prodotto l’inquinamento delle falde acquifere nelle campagne circostanti, sono finite nel dimenticatoio. Nessuno ci informa se il grano raccolto nei paraggi di Fenice non risente delle sostanze cancerogene che si sono sicuramente disperse nel sottosuolo. La Magistratura interessata della faccenda ancora non si pronuncia e l’impianto del gruppo FIAT continua “tranquillamente” a bruciare rifiuti.
A Ferrandina invece si continua a morire per i danni prodotti dall’industria che produceva Eternit, una vera e propria mattanza, in Valbasento non c’è famiglia che non pianga un congiunto deceduto per le letali conseguenze derivanti dalla lavorazione delle micidiali fibre d’amianto. La fabbrica è stata chiusa ma il territorio è impestato da decine di discariche ancora da bonificare. Mentre in Basilicata la tragedia dei ferrandinesi è sottaciuta anche dalla stampa locale è stato un reportage de L’Espresso che ha portato alla ribalta nazionale la tragedia in quel lembo di Basilicata abbandonata dalle Istituzioni.
Stesso oblio per l’inquinamento del suolo nell’area industriale di Tito, una bomba ecologica dal potenziale devastante e tutt’intorno centinaia di persone che vi lavorano. L’inquinamento del terreno ha raggiunto le falde acquifere e, sembra, che l’inquinamento sia arrivato nel fiume Basento che attraversa il capoluogo di regione, il tutto fra l’indifferenza generale.
Dopo infinite polemiche e le rassicurazioni di chi è deputato a controllare è scoppiato il caso delle acque dell’invaso del Pertusillo che sono diventate di colore rosso e successivamente hanno causato una moria di pesci impressionante, come si conviene in questi casi si fanno rilievi ed analisi e come succede spesso da queste parti risulta sempre tutt’apposto….. salvo poi cominciare a divulgare qualche dato che parla di inquinamento delle acque…..
Quando i Radicali lucani, per bocca del Segretario Bolognetti, denunciarono che le acque degli invasi e dei fiumi lucani presentavano valori fuori norma relativi ad alcuni pericolosi inquinanti, il coraggioso esponente politico venne letteralmente massacrato. E’ di questi giorni la notizia che un servitore dello Stato, Giuseppe Di Bello, agente della Polizia Provinciale, per aver denunciato episodi di inquinamento, ha subito l’onta di una sospensione di due mesi dal lavoro, invece di dargli un solenne encomio si punisce chi lancia un allarme per situazioni potenzialmente pericolose per la nostra salute, cose da pazzi…..
E’ passata pure in cavalleria una mia precisa denuncia fatta pubblicamente lo scorso anno in merito alla presunta violazione del DM 60/2002 un cui articolo prevede che il biossido di azoto (NO2) non deve superare il limite di 200 µgr/mc per 18 giorni in un anno, mentre tale valore è stato sicuramente superato in Valdagri, precisamente nell’area industriale di Viggiano, nel periodo giugno-luglio 2009, in base ai dati forniti da METAPONTUM AGROBIOS sul proprio sito internet, i giorni fuorilegge sono stati ben 25, concentrati in soli due mesi. Di fronte a questa palese violazione di legge mi sono premurato chiedere lumi all’Assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata che per qualche tempo ha fatto orecchie da mercante, poi, a seguito dell’interessamento del Difensore Civico e alla pubblicazione sulla stampa locale di una mia lettera aperta, in data 23 dicembre 2009 il dirigente del Dipartimento Ambiente forniva una risposta che in pratica non è una risposta addossando le responsabilità dell’accaduto all’Amministrazione Provinciale.
Non mi è rimasto che rivolgermi all’Ente territoriale provinciale, in data 26 gennaio 2010 ho inviato sulla casella di posta elettronica del Presidente la nota del Dipartimento Ambiente regionale, copia della stessa mail ho inviato ai collaboratori di Lacorazza ed ho certezza dell’avvenuta consegna. Anche da Piazza Mario Pagano, sede dell’Amministrazione Provinciale, nessun cenno di riscontro, ho girato allora al Direttore Generale copia della corrispondenza. Nulla da fare, classico muro di gomma e nessun riscontro. Non è valso a niente interessare l’URP dell’Amministrazione Provinciale, da queste parti non si usa dialogare con i cittadini.
Non essendo abituato a desistere ho deciso di tornare alla carica riformulando la richiesta di un riscontro avvalendomi del disposto della Legge 241 del 1990 che obbliga le pubbliche amministrazioni a dare soddisfazione al cittadino nel termine di 30 giorni, vediamo se stavolta otterrò il dovuto riscontro.
Rimane l’amarezza nel constatare che due organi Istituzionali, la Regione e la Provincia, non hanno alcuna considerazione della salute dei lucani, ho segnalato un evidente violazione di una Legge dello Stato, è probabile che i cittadini di Viggiano abbiano, per un lungo arco di tempo, respirato aria potenzialmente pericolosa per la loro salute, è il caso di ricordare che il biossido di azoto è un gas irritante per le mucose e può contribuire all’insorgere di varie alterazioni delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma ed enfisema polmonare. Lunghe esposizioni anche a basse concentrazioni provocano una drastica diminuzione delle difese polmonari con conseguente aumento di rischio di affezioni alle vie respiratorie, nulla a che vedere, dunque, con l’aria pura dei boschi lucani. Nonostante ciò nessuno si è premurato di dare le dovute spiegazioni e, cosa ancora più grave, nessuno s’è indignato per questo imbarazzante silenzio.
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